FABIO MATACCHIERA RICEVE IL “PREMIO GIUDICE ROSARIO LIVATINO 2011” PER L'IMPEGNO NELLA LOTTA CONTRO I GRANDI INQUINATORI
Fabio Matacchiera ha ricevuto a Riposto
(Catania) il prestigioso premio
internazionale "GIUDICE ROSARIO LIVATINO",
riservato a persone che si sono distinte per
il coraggio e per l'impegno sociale volti a
tenere alti i valori della legalità e della
giustizia. Ricordiamo che il giudice
Livatino fu assassinato brutalmente dalla
mafia il 21 Settembre 1990, all'età di soli
38 anni, in territorio Agrigentino. Sabato
scorso, in suo onore e anche in ricordo di
un altro magistrato, Antonio Saetta, caduto
sotto i colpi della mafia, è stato celebrato
il XVII Memorial. Il premio è stato
conferito all'ambientalista dalle autorità
catanesi e dal Sindaco di Riposto per
l'impegno nella lotta contro l'inquinamento
che lo ha visto e lo vede protagonista di
battaglie finalizzate a combattere coloro
che, senza alcun rispetto per la
collettività, continuano a commettere gravi
atti criminosi nei confronti dell'ambiente.
Chiamato davanti alla commissine per la
consegna dell' importante pergamena, Fabio
Matacchiera dichiara: "Dedico questo
riconoscimento, del quale sono fiero ed
onorato anche per essere stato il primo
tarantino a riceverlo, agli avvocati Carlo e
Claudio Petrone che ho sempre avuto accanto
quando ho dovuto difendermi da accuse
infamanti e dalle “ritorsioni legali” di chi
ho additato come responsabile di azioni
delittuose contro l'ambiente".
Presenti
numerose autorità nazionali e premiati
diversi magistrati che operano soprattutto
in Campania, in Sicilia ed in Calabria. Tra
questi, il Gip di Milano, Bruno Giordano,
per il suo diretto contributo contro il
traffico illegale di rifiuti pericolosi
sulla costa cosentina; Francesco Del Bene,
della Procura di Palermo, molto noto per le
sue inchieste contro la mafia siciliana; il
giovane magistrato Giovanni Conzo, della
Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli,
che ha permesso di assicurare alla giustizia
i capi clan dei Casalesi; il Gip di Catania
Giuliana Sammartino, anche lei in prima
linea nella lotta alla criminalità
organizzata; Alessandra Chiavegatti, di
origine mantovana, che, dopo aver fatto
tremare in meno di 2 anni (2006-08) quasi
tutte le Caste ed i potenti senesi con le
sue inchieste, ha deciso di trasferirsi da
Siena verso la Procura di Catania dove sta
continuando la sua battaglia contro la
criminalità organizzata; il Procuratore di
Bari Antonio Laudati che in passato ricoprì
il posto di Giovanni Falcone; il Procuratore
capo di Palmi (RC), Giuseppe Creazzo,
scampato
per miracolo a diversi attentati ad opera
della 'ndrangheta e che, tra le varie
inchieste, ha redatto la "relazione bomba"
sulle Asl di Locri. Sono stati premiati
anche il Dirigente della Polizia di Stato
Domenico Bartolotta e il giornalista
Gianpaolo Balsamo, cronista di nera de "La
Gazzetta del Mezzogiorno", per le sue
coraggiose inchieste riguardanti la malavita
pugliese. Tra i presenti, inoltre, il
Giudice Guido Marletta, il Presidente della
Corte d'Appello di Catania, Alfio Scuto, il
Giudice Vittorio Fontana dell'Associazione
"Giustizia e Pace". Catania, 29 maggio 2011






































